Dice di sè
Sono nata nata a Guardiagrele (CH) il 7 aprile 1985. Mi sono diplomata al liceo Classico “G. B. Vico” di Chieti e laureata in “Scienze della comunicazione” presso l’Università di Urbino “Carlo Bo”. Attualmente sono iscritta alla specialistica in “Comunicazione e pubblicità per le organizzazioni” della stessa università.
Ho sempre amato scrivere, da quando andavo a scuola. La scrittura è per me sempre stata soprattutto piacere e riflessione, terapia. Un modo per sfogarsi, per conoscermi, per vedere in modo più oggettivo le cose che vivo. Mettere nero su bianco aiuta molto credo. Sarà che sono una persona molto riflessiva..o che pensa troppo forse. La scrittura pura credo sia proprio questa, il mettersi davanti a un foglio e lasciarsi andare, E' puro fluire, di cui ognuno può fare esperienza. Poi, pian piano ho iniziato a mettermi alla prova scrivendo dei racconti gialli che facevo leggere agli amici nel periodo del liceo.
Dopo il primo anno di università a Urbino, ho scritto Scomparsi a Urbino. Il tempo trascorso lì, antico centro universitario marchigiano, pieno di storia e ambienti caratteristici, è stato essenziale per suscitare in me i giusti spunti. Fin dal primo momento in cui ero arrivata in quella città ho pensato che fosse perfetta per ambientarci un giallo. Con la sua atmosfera particolare, misteriosa e lugubre soprattutto in inverno, ma vivace a primavera. E' un posto che definisco fuori dal tempo, lontano un po' da tutto il mondo. Si è come isolati, anche perché la città è circondata da mura. A Urbino è come se il tempo si sospendesse. Inoltre, è abitata quasi solo da studenti, colti in un periodo della vita di passaggio, in cui forse è normale che ci sia una sorta di distacco da tutto il resto, dalle problematiche più concrete della vita che poi si dovranno affrontare.
Invece, il romanzo a cui sto lavorando ora è ambientato a Pesaro, dove vivo e studio da due anni. Una città completamente diversa, aperta, ampia, con il mare, più solare. La protagonista è ancora Claudia. Il personaggio ha avuto successo in Scomparsi a Urbino, il mio editore ha sempre pensato che ci potessi lavorare sopra e credo sia stato un buon consiglio, anche se forse, è stata una delle cose più faticose da affrontare scrivendo. E' stato uno sviscerare, conoscere un personaggio che si definiva difficilmente. Il motivo per cui preferisco storie a tinte gialle proviene da letture di autori del genere come A. Christie e Simenon sempre negli anni della scuola e poi dalla passione per telefilm polizieschi. Soprattutto attraverso esso mi sono affezionata a un certo immaginario che mi affascina da sempre.
Tra le mie letture preferite, oltre agli autori già nominati, c'è
Faletti. Non so perché ma i suoi libri mi prendono in modo particolare, una vera ossessione di dover finire di leggere, un vero piacere nel leggere pagina dopo pagina.
Da quando ho avuto modo di conoscere
Marina Crescenti, ho anche scoperto una giallista che mi coinvolge allo stesso modo. Infine, apprezzo anche come scrive Gianfranco Nerozzi. Anche in questo caso il punto di partenza è stata una casuale conoscenza.
Poi, restano i classici della letteratura, per i quali però ho bisogno di ricercarmi più tempo. I preferiti Pirandello e Dostoevskij.
Tra i progetti per il futuro c'è un secondo romanzo, terminato di scrivere ultimamente e iniziato da più di un anno. E'stato un lavoro diverso dal primo, che è nato solo per diletto e mai mi sarei aspettate diventasse un vero libro. Questo di adesso si è sviluppato a più riprese, tra tanti dubbi, entusiasmi ma è stato anche sofferto. Spero che possa interessare, che sia valutato positivamente e magari in una nuova pubblicazione.