(Rizzoli, 2009)
"Bisognerebbe scrivere un libro così per ogni città del mondo".
Berlin si inserisce a pieno titolo nella letteratura di viaggio e rende omaggio ad una delle città più suggestive d’Europa. Nel viaggio di
Affinati, Berlino non ha confini, né geografici né storici. Attraverso il tempo e lo spazio, l’autore ci restituisce un'unica città attraversola sua “ricomposizione ortopedica”. Lo scheletro del libro è nella suddivisione in 7: 7 sono i capitoli in cui è descritto il viaggio compiuto in7 giorni e raccontato dal punto di vista di 7 pronomi personali (io, tu, lui, lei, noi, voi, loro). Ogni capitolo, dunque ogni giornata, è conclusa dall’unico
fil rouge che lega Berlino all’Italia: la pittura.
Uno al giorno,
Affinati cita, descrive e riflette sui dipinti italiani esposti alla Gemaldegalerie (il maggior museo berlinese):
1) Maria con Bambino e angeli cantanti di Botticelli
2) Il martirio di Sant’Agata di Tiepolo
3) La veneziana di Savoldo e Ritratto di una giovane romana di Sebastiano del Piombo
4) Ritratto di un giovane uomo di Giorgione
5) L’ascensione della mongolfiera del conte Zambeccari di Guidi
6) Corteo nuziale di Magnasco
7) Paesaggio con fortezza e ponte di Annibale Carracci.
A parlare sono gli oggetti berlinesi: i palazzi, i monumenti, le strade, i quartieri, le statue, il Muro, ma anche l’autore che incontra svariati personaggi, scende nei sotterranei, si perde nella periferia. Qui
Affinati fa il ritratto di una città che non esiste se non nel suo cuore: il libro può essere letto come una dichiarazione d’amore.
Berlin è adatto a tutti: a chi a Berlino c’è stato e l’ha apprezzata, a chi non la conosce affatto, a chi desidera vederla per la prima volta e a chi non può non tornarci spesso.
Mappa dei quartieri di Berlino
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