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Dopo il suo esordio con 120, rue de la Gare, Nestor Burma appare in 10 romanzi prima di scomparire per 5 anni  e riapparire nel 1954, con I Nuovi Misteri di Parigi. Ispirandosi a Eugène Sue e ai suoi monumentali Misteri di Parigi, Léo Malet progetta un ciclo di 20 romanzi dedicati ognuno ad un arrondissement della capitale francese. Renault non ancora agente di Malet, ignaro o dimentico della raccolta di articoli di Simenon dedicati a Parigi e intitolati appunto Les Nouveaux Mystères de Paris, battezza l’ambizioso progetto e lo propone all’editore Robert Laffont che accetta di pubblicare  i nuovi romanzi con Burma. Quando uscirono I Nuovi Mistere de Parigi non furono un grande successo editoriale. Malet comincia ad incuriosire quando smette di scrivere (a 59 anni) e il grande boom di vendite arriverà addirittura negli anni ’70. Malet decide di consacrare una parte della produzione dei Burma alla capitale francese con un ciclo di 20 romanzi riuniti sotto il titolo de I Nuovi Misteri di Parigi. La novità e la grandezza della serie è triplice: Malet riprende l’idea del feuilleton ottocentesco de I Misteri di Parigi di Eugène Sue li unisce all’hard boiled americano di Hammett e Chandler e ne fa il grande affresco della sua epoca. L’hard boiled è un genere propriamente metropolitano con i quartieri degradati e poco sicuri, i personaggi pericolosi, i clochard, le atmosfere livide. I polar sono l’eco dell’inquietudine che vi regna sovrana e la città diventa il labirinto dove il detective si perde e poi ritrova l’uscita, oltrepassando i limiti dell’inchiesta poliziesca. Meticoloso e grande camminatore per le strade della città (si definiva “pedone di Parigi), Malet, però, è poco obiettivo e in realtà fa un ritratto molto personale della città che confluisce nella sua già ben nutrita tradizione letteraria e ne arricchisce il mito.  Immersa nel sogno (nei sogni di Burma) e nella sua storia, la grande chiocciola (il centro di Parigi assomiglia ad una enorme escargot) diventa la mappa per turisti doc. Senza il glamour, l’anima della città è vestita di crimini, di solitudine e silenzio. Dagli anni ’30 ai ’60 a Parigi si è costruito solo case popolari e qualche fabbricato art-déco. Malet diventa il memorialista della Parigi degli anni ’40-’50, quella dell’occupazione tedesca, delle sirene, dei bombardamenti e dei rifugi e si soprattutto l’atmosfera degli anni ’50. Gli usi & i costumi che descrive, oggi non esistono più. Incapace di continuare a scrivere I Nuovi Misteri di Parigi, Malet decide, di comune accordo con l’editore, di interrompere la serie, nonostante le aspettative (chi voleva Les Nouveaux Mystères de la Banlieue chi invece Les Nouveaux Mystères de la Province). Quando uscì, la serie non ebbe un grande successo di pubblico, mentre la stampa scrisse parole di elogio. I lettori l’avrebbero apprezzata più tardi con le nuove edizioni tascabili. Dei 20 progettati, Malet ha realizzato solo 15 romanzi lasciando scoperti 5 arrondissement:di cui però esistono i titoli e qualche nota: 7° (Trois cents mètres d’agonie); 11° (La méprise de la Bastille); 18° (Les neiges de Montmartre o L’Année folle de Nestor Burma); 19° (Haine … come norcturne); 20° (La rousse fait ses dents).  
 
La realizzazione dei romanzi procede scombinatamene senza seguire nessun un ordine prestabilito: 
1. Le soleil naît derrière le Louvre (1954) (IL SOLE NASCE DIETRO IL LOUVRE, Fazi, 2006) (1° arrondissement) 
2. Des kilomètres de Linceuil (1955) (CHILOMETRI DI SUDARI, Fazi, 2004) (2° arrondissement) 
3. Fièvre au Marais (1955) (FEBBRE AL MARAIS, Fazi, 2002) (4° arrondissement) 
4. Faux frère (racconto del 1955) (14° arrondissement) 
5. La nuit de Saint-Germain-des-Près (1955) (LA NOTTE DI SAINT-GERMAIN-DES-PRES, Fazi, 2003) (6° arrondissement) 
6. Les Rats de Montsouris (1955) (I RATTI DI MONTSOURIS, Fazi, 2002) (14° arrondissement) 
7. M’as-tu vu en cadavre? (1956) (UN CADAVERE IN SCENA, Fazi, 2007) (10° arrondissement) 
8. Corrida aux Champs-Elysées (1956) (BARAONDA AGLI CHAMPS-ELYSEES, Fazi, 2004) (8° arrondissement) 
9. Pas de bavards à la Muette (1956) (TUTTI MUTI A LA MUETTE, Fazi, 2005) (16° arrondissement) 
10. Brouillard au pont de Tolbiac (1956) (NEBBIA SUL PONTE DI TOLBIAC, Fazi, 2002) (13° arrondissement) 
11. Les eaux troubles de Javel (1957) (15° arrondissement) 
12. Boulevard … ossements (1957) (9° arrondissement) 
13. Casse-pipe à la Nation (1957) (12° arrondissement) 
14. Micmac moche au Boul’ Mich (1957) (MORTE A SAINT-MICHEL, Fazi, 2005) (5° arrondissement) 
15. Du Rébecca rue des Rosiers (1958) (PANDEMONIO A RUE DES ROSIERS, Fazi, 2003) (3° arrondissement) 
16. L’envahissant cadavre de la plaine Monceau (1959) (17° arrondissement) 
 
Léo Malet 
   
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