L'ULTIMA INDAGINE (
Il Filo, 2008). Un intricato caso in cui nessuno è escluso dal gioco: né i poliziotti corrotti né quelli che lottano per la verità. Un giallo scritto da un poliziotto che indaga sul suo quotidiano terreno di caccia.
L’ultima indagine è un romanzo criminale scritto da un vero poliziotto, Alessandro Maurizi, che così fa la sua entrata nell’universo dei giallisti italiani. In oltre 400 pagine, l’autore, con la tipica energia dell’esordiente, racconta l’indagine di Marco Alfieri, un poliziotto che, durante una spinosa indagine (l’omicidio di un collega che lui stesso aveva denunciato per atti di violenza), ha l’opportunità di risolvere anche una dolorosa questione personale rimasta in sospeso (il suicidio della moglie Nicole). Lunga parabola alla ricerca della verità, il romanzo è incisivo soprattutto nei dettagli dell’inchiesta dove Maurizi è professionale e prodigo di dati. Ambientata a Roma, la vicenda si snoda tra ostilità e sostegno dei colleghi, indagini, perquisizioni, sopralluoghi, inseguimenti, amori che nascono, algerini sospettati di spaccio, quartieri degradati, segreti ben custoditi: il tutto proiettato verso l’inaspettato (come accade nei migliori gialli) finale che lascia il lettore in apnea per alcune pagine prima del congedo.